Maximilien de Robespierre

Maximilien de Robespierre

1758 – 1794 Politica Era contemporanea

Fatti chiave

  • Nasce il 6 maggio 1758 ad Arras; ex borsista del collegio Louis-le-Grand, diventa avvocato
  • Eletto deputato del terzo stato dell'Artois agli Stati generali nel 1789
  • Soprannominato «l'Incorruttibile», figura di spicco del club dei giacobini
  • Chiede alla Convenzione la morte di Luigi XVI, giustiziato nel gennaio 1793
  • Entra nel Comitato di salute pubblica nel luglio 1793
  • Organizza la festa dell'Essere supremo l'8 giugno 1794
  • Arrestato il 9 termidoro anno II (27 luglio 1794), ghigliottinato il giorno dopo

Biografia

Maximilien de Robespierre (1758-1794) è una delle figure più importanti e controverse della Rivoluzione francese. Difensore intransigente della sovranità popolare e dell'uguaglianza, soprannominato «l'Incorruttibile», divenne nel 1793-1794 l'uomo forte del Comitato di salute pubblica, nel pieno del Terrore.

Nato il 6 maggio 1758 ad Arras, perse la madre a sei anni e il padre abbandonò la famiglia. Borsista al collegio Louis-le-Grand di Parigi, divenne avvocato ad Arras, dove si fece notare per le sue arringhe e la sua ammirazione per Rousseau. Eletto nel 1789 deputato del terzo stato dell'Artois agli Stati generali, si impose all'Assemblea costituente come uno degli oratori più radicali: difese il suffragio universale, si oppose agli interessi dei coloni schiavisti e chiese nel 1791 l'abolizione della pena di morte.

Figura di spicco del club dei giacobini, nel 1792 si oppose alla guerra voluta dai girondini. Eletto alla Convenzione dopo la caduta della monarchia, chiese la morte di Luigi XVI, giustiziato nel gennaio 1793. Dopo l'eliminazione dei girondini, nel giugno 1793, entrò a luglio nel Comitato di salute pubblica. Di fronte alla guerra esterna, alla guerra di Vandea e alle rivolte federaliste, il Comitato governò con misure eccezionali: legge dei sospetti, Tribunale rivoluzionario, calmiere dei prezzi e dei salari.

Nella primavera del 1794 Robespierre fece eliminare i suoi rivali: gli hebertisti a marzo, poi Danton e i suoi amici, ghigliottinati ad aprile. L'8 giugno presiedette la festa dell'Essere supremo, mentre la legge del 22 pratile accelerava i processi davanti al Tribunale rivoluzionario: fu il «Grande Terrore». Temendo per la propria vita, molti deputati si coalizzarono contro di lui. Il 9 termidoro anno II (27 luglio 1794) fu messo in stato d'accusa alla Convenzione e arrestato; il giorno dopo fu ghigliottinato in place de la Révolution, con Saint-Just, Couthon e una ventina di suoi sostenitori.

La sua caduta aprì la reazione termidoriana e pose fine al Terrore. Robespierre resta un personaggio molto discusso: per alcuni un idealista legato ai diritti dell'uomo e alla democrazia, per altri il simbolo della dittatura rivoluzionaria e della violenza di Stato. Nessuna strada di Parigi porta il suo nome, segno della memoria divisa che ha lasciato.

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