Unità d'Italia

Periodo: 1848–1871 Italia

In sintesi

L'Unità d'Italia, frutto del Risorgimento, riunì in un solo Stato una penisola frammentata fin dall'alto Medioevo. Dopo il fallimento dei moti del 1848, il Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II e del suo ministro Cavour assunse la guida del movimento. L'alleanza con la Francia di Napoleone III permise di cacciare l'Austria dalla Lombardia nel 1859, mentre la spedizione dei Mille di Garibaldi fece cadere il Regno delle Due Sicilie nel 1860. Il Regno d'Italia fu proclamato il 17 marzo 1861; il Veneto vi entrò nel 1866 e Roma, presa il 20 settembre 1870, ne divenne la capitale nel 1871.

Cosa sapere

Dopo la caduta di Napoleone, il Congresso di Vienna (1815) restaurò un'Italia frammentata in un mosaico di Stati. L'Austria dominava la penisola: possedeva il Regno Lombardo-Veneto ed esercitava la propria influenza sui ducati del centro, mentre il papa governava lo Stato Pontificio e i Borbone il Regno delle Due Sicilie. Si sviluppò tuttavia un movimento nazionale: società segrete come la Carboneria, la Giovine Italia fondata nel 1831 da Giuseppe Mazzini, fautore di una repubblica unitaria, o una corrente moderata favorevole a una federazione.

Nel 1848 l'Italia insorse come il resto d'Europa. Il 4 marzo il re di Sardegna Carlo Alberto concesse una costituzione, lo Statuto albertino, e il 23 marzo, dopo l'insurrezione di Milano, dichiarò guerra all'Austria. Sconfitto a Custoza e poi a Novara (marzo 1849), abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II. La Repubblica Romana, proclamata nel 1849 e difesa da Garibaldi, fu schiacciata da un esercito francese che restaurò il papa. Solo il Piemonte conservò la costituzione, diventando il punto di riferimento dei patrioti.

Presidente del Consiglio dal 1852, Camillo Benso, conte di Cavour, modernizzò il Piemonte e cercò alleati. A Plombières, nel luglio 1858, ottenne da Napoleone III la promessa di un aiuto militare contro l'Austria in cambio di Nizza e della Savoia. La guerra del 1859 fu segnata dalle vittorie franco-piemontesi di Magenta e di Solferino, ma già a luglio Napoleone III firmò l'armistizio di Villafranca: il Piemonte ottenne solo la Lombardia. Nel 1860 la Toscana, Parma, Modena e la Romagna votarono l'annessione al Piemonte, e la Francia ricevette Nizza e la Savoia.

Nel maggio 1860 Giuseppe Garibaldi sbarcò a Marsala, in Sicilia, con un migliaio di volontari, le «camicie rosse». Conquistò l'isola ed entrò a Napoli a settembre: il Regno delle Due Sicilie crollò. Per sbarrargli la strada verso Roma, Cavour mandò l'esercito piemontese attraverso le Marche e l'Umbria, tolte al papa. Il 26 ottobre, a Teano, Garibaldi consegnò le sue conquiste a Vittorio Emanuele II. Il 17 marzo 1861 il primo Parlamento italiano, riunito a Torino, proclamò il Regno d'Italia; Cavour morì meno di tre mesi dopo.

L'unità restava incompiuta. Alleato della Prussia contro l'Austria, il regno ottenne il Veneto nel 1866, nonostante le sconfitte di Custoza e di Lissa. Roma, protetta da una guarnigione francese, fu presa soltanto il 20 settembre 1870, dopo la partenza di quest'ultima, quando le truppe italiane aprirono una breccia nelle mura presso Porta Pia. Roma divenne capitale nel 1871; papa Pio IX rifiutò di riconoscere il nuovo Stato e si dichiarò «prigioniero» in Vaticano, una questione risolta solo nel 1929 con i Patti Lateranensi. Trento e Trieste, rimaste austriache, furono unite all'Italia solo dopo la prima guerra mondiale.

Fonti

  • Encyclopædia Britannica, article « Risorgimento »
  • Lucy Riall, Risorgimento: The History of Italy from Napoleon to Nation State, Palgrave Macmillan, 2009
  • Gilles Pécout, Naissance de l'Italie contemporaine, 1770-1922
  • Camera dei deputati, « Roma capitale », 2021

Eventi chiave

23 marzo 1848 Guerra
Prima guerra d'indipendenza

Dopo l'insurrezione di Milano, il re di Sardegna Carlo Alberto, che ha appena concesso lo Statuto albertino, dichiara guerra all'Austria. Sconfitto a Custoza e poi a Novara nel marzo 1849, abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele II.

24 giugno 1859 Guerra
Battaglia di Solferino

Gli eserciti francese e piemontese sconfiggono gli austriaci a Solferino e San Martino, una delle battaglie più sanguinose del secolo; la carneficina ispira a Henry Dunant la fondazione della Croce Rossa. La Lombardia passa al Piemonte.

11 maggio 1860 Guerra
Sbarco dei Mille a Marsala

Giuseppe Garibaldi sbarca in Sicilia con circa mille volontari, le «camicie rosse». In pochi mesi conquista l'isola e poi Napoli; il 26 ottobre, a Teano, consegna il Regno delle Due Sicilie a Vittorio Emanuele II.

17 marzo 1861 Politica
Proclamazione del Regno d'Italia

Il 17 marzo 1861 il Parlamento riunito a Torino proclamò Vittorio Emanuele II re d'Italia, tappa decisiva del Risorgimento. Il Veneto si unirà al regno solo nel 1866 e Roma nel 1870, diventandone capitale nel 1871.

Ottobre 1866 Politica
Annessione del Veneto

Alleato della Prussia nella guerra contro l'Austria, il Regno d'Italia ottiene il Veneto, ceduto per il tramite della Francia nonostante le sconfitte italiane di Custoza e di Lissa. Un plebiscito ratifica l'annessione il 21 e 22 ottobre.

20 settembre 1870 Guerra
Presa di Roma (breccia di Porta Pia)

Dopo la partenza della guarnigione francese, richiamata dalla guerra franco-prussiana, le truppe italiane aprono una breccia nelle mura di Roma presso Porta Pia. Papa Pio IX si ritira in Vaticano; un plebiscito approva l'annessione il 2 ottobre.

1 luglio 1871 Politica
Roma capitale

In applicazione della legge del 3 febbraio 1871, il governo lascia Firenze per Roma, che diventa la capitale dell'Italia unita; il Parlamento vi si riunisce da novembre.