Algeria: cronologia ed eventi chiave
III secolo a.C.
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Politica
Massinissa unifica la Numidia
Alleato di Roma contro Cartagine nella battaglia di Zama, il capo berbero Massinissa divenne re di tutta la Numidia, con capitale Cirta (l'odierna Costantina). Il suo lungo regno fece del regno numida una grande potenza dell'Africa settentrionale.
II secolo a.C.
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Guerra
Fine della guerra giugurtina
Nipote di Massinissa, il re numida Giugurta tenne testa a Roma per sette anni. Consegnato ai Romani dal suocero Bocco, re di Mauretania, morì prigioniero a Roma.
IV secolo
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Religione
Nascita di sant'Agostino a Tagaste
Agostino nacque a Tagaste, l'odierna Souk Ahras, nell'Africa romana. Divenuto vescovo di Ippona (Annaba), fu uno dei pensatori più influenti del cristianesimo; morì nel 430 durante l'assedio della città da parte dei Vandali.
VII secolo
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Guerra
Conquista araba e resistenza della Kahina
Intorno al 700 gli eserciti arabi completarono la conquista del Maghreb centrale nonostante la resistenza berbera guidata da Kusaila e poi dalla regina Dihya, detta la Kahina. L'islamizzazione, e in seguito la graduale arabizzazione, trasformarono durevolmente la regione.
XVI secolo
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Politica
I fratelli Barbarossa ad Algeri
Il corsaro Aruj Barbarossa conquistò Algeri nel 1516; il fratello Khayr al-Din pose poi la città sotto la sovranità del sultano ottomano. La reggenza di Algeri, in larga misura autonoma, durò fino al 1830.
XIX secolo
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Politica
Il «colpo di ventaglio»
Durante una disputa su debiti non pagati dalla Francia, il dey Hussein colpì il console francese Pierre Deval con il suo scacciamosche. Parigi impose un blocco navale ad Algeri e in seguito invocò l'incidente per giustificare la spedizione del 1830.
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Guerra
Presa di Algeri da parte della Francia
Sbarcato a Sidi Ferruch il 14 giugno, l'esercito francese ottenne il 5 luglio la capitolazione del dey Hussein. La presa di Algeri pose fine alla reggenza ottomana e aprì un periodo di colonizzazione francese destinato a durare 132 anni.
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Guerra
L'emiro Abd el-Kader guida la resistenza
Proclamato emiro dalle tribù dell'ovest, Abd el-Kader organizzò uno Stato e combatté l'esercito francese per quindici anni. Si arrese nel dicembre 1847; figura di primo piano della storia algerina, è ricordato anche per aver protetto migliaia di cristiani a Damasco nel 1860.
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Politica
L'Algeria divisa in dipartimenti francesi
La Costituzione della Seconda Repubblica dichiarò l'Algeria territorio francese e furono creati tre dipartimenti: Algeri, Orano e Costantina. I coloni europei erano cittadini, mentre la popolazione musulmana restò sottoposta a uno statuto particolare, codificato nel 1881 dal Codice dell'indigenato.
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Guerra
Insurrezione di Mokrani
Il bachagha El Mokrani e la confraternita Rahmaniya sollevarono gran parte della Cabilia e dell'est algerino. Dopo la repressione, vasti terreni furono confiscati a vantaggio della colonizzazione e numerosi insorti furono deportati in Nuova Caledonia.
XX secolo
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Guerra
Massacri di Sétif, Guelma e Kherrata
L'8 maggio, giorno della vittoria alleata, una manifestazione nazionalista a Sétif degenerò in sommossa e un centinaio di europei furono uccisi. La repressione dell'esercito e delle milizie di coloni causò migliaia di morti; le stime vanno da 1.165, bilancio ufficiale francese dell'epoca, a 45.000, cifra sostenuta dalle autorità algerine.
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Guerra
Inizio della guerra d'indipendenza
Nella notte del 1º novembre il Fronte di liberazione nazionale (FLN) lanciò una serie di attacchi coordinati in tutta l'Algeria. Chiamato guerra d'Algeria in Francia e guerra di liberazione nazionale in Algeria, il conflitto oppose per quasi otto anni l'FLN all'esercito francese, con violenze contro i civili da entrambe le parti.
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Guerra
Battaglia di Algeri
Di fronte agli attentati dell'FLN nella capitale, i paracadutisti del generale Massu ricevettero pieni poteri di polizia e ne smantellarono le reti. Il ricorso alla tortura, denunciato già all'epoca, fu riconosciuto dallo Stato francese nel 2018, quando ammise che il matematico Maurice Audin era morto sotto tortura.
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Politica
Indipendenza dell'Algeria
Dopo gli accordi di Évian del 18 marzo e il referendum del 1º luglio, l'indipendenza fu proclamata il 5 luglio. La guerra aveva causato diverse centinaia di migliaia di morti (un milione e mezzo secondo le autorità algerine); quasi 800.000 europei lasciarono il paese in pochi mesi e migliaia di harki, ausiliari algerini dell'esercito francese, furono vittime di rappresaglie.
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Politica
Colpo di Stato di Houari Boumédiène
Il colonnello Houari Boumédiène rovesciò Ahmed Ben Bella, primo presidente dell'Algeria indipendente. Guidò il paese fino alla morte, nel 1978, con un regime a partito unico, l'FLN, orientato al socialismo e al non allineamento.
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Economia
Nazionalizzazione degli idrocarburi
Houari Boumédiène annunciò l'acquisizione del 51% delle compagnie petrolifere francesi e la nazionalizzazione del gas. Gli idrocarburi, sfruttati dalla Sonatrach, divennero la principale risorsa del paese.
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Politica
Rivolte dell'ottobre 1988
Rivolte giovanili alimentate dalla crisi economica scoppiarono ad Algeri e poi in tutto il paese; la repressione causò diverse centinaia di morti. La Costituzione del 1989 pose fine al partito unico e aprì la strada al multipartitismo.
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Guerra
Elezioni interrotte e decennio nero
Dopo che il Fronte islamico di salvezza (FIS) era arrivato in testa al primo turno delle legislative, l'esercito interruppe il processo elettorale nel gennaio 1992. Ne seguì un conflitto tra le forze di sicurezza e gruppi islamisti armati che, secondo le stime, causò tra 100.000 e 200.000 morti.
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Politica
Elezione di Abdelaziz Bouteflika
Eletto presidente in aprile, Abdelaziz Bouteflika fece approvare con referendum una legge di «concordia civile» e, nel 2005, una Carta per la pace e la riconciliazione nazionale, che concedeva un'amnistia parziale ai combattenti islamisti. Fu rieletto tre volte.
XXI secolo
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Politica
L'Hirak
Il 22 febbraio imponenti manifestazioni pacifiche si opposero alla candidatura di Abdelaziz Bouteflika a un quinto mandato. Il presidente si dimise il 2 aprile; Abdelmadjid Tebboune fu eletto a dicembre in un voto segnato da un forte astensionismo.