Pietro il Grande
Fatti chiave
- Né en 1672 à Moscou ; coreggent à 10 ans, tsar seul dès 1696
- Grande Ambassade incognito en Europe (1697-1698) : apprend la construction navale à Amsterdam et Deptford
- Fonde Saint-Pétersbourg en 1703 sur le delta de la Neva : «fenêtre sur l'Europe»
- Victoire décisive sur la Suède à Poltava (1709) : la Russie devient la première puissance du Nord
- Proclame l'Empire de Russie le 22 octobre 1721 après la paix de Nystad avec la Suède
- Réforme l'armée, la marine, l'administration, le calendrier et impose l'habillement européen à la noblesse
- Mort le 8 février 1725 à 52 ans : transforme la Russie d'un État arriéré en puissance européenne
Biografia
Pietro Alekséevič Románov, detto Pietro il Grande, nacque il 9 giugno 1672 a Mosca, figlio dello zar Alessio I. Bambino curioso dotato di un'energia straordinaria, crebbe osservando gli artigiani e i marinai stranieri stabiliti nel quartiere tedesco di Mosca. Correggente dal 1682 con il suo fratellastro Ivan V sotto la reggenza della sorella Sofia, si impadronì del potere da solo nel 1689 dopo aver allontanato la reggente. Regnò ufficialmente dal 1696, alla morte di Ivan V. A venticinque anni, questo gigante di quasi due metri partì in incognito per l'Europa in un viaggio diplomatico e di apprendimento senza precedenti.
La Grande Ambasciata (1697-1698) portò Pietro, travestito da semplice artigiano con il nome di «Pietro Mikhailov», nei cantieri navali olandesi di Amsterdam e inglesi di Deptford, nelle fabbriche d'armi della Prussia e nelle corti di vari sovrani europei. Tornò in Russia dopo diciotto mesi con centinaia di tecnici, ingegneri e ufficiali reclutati in Europa e un'agenda riformatrice radicale. Appena rientrato, tagliò personalmente le barbe ai suoi boiardi e vietò l'abito tradizionale russo, segnalando che la Russia voltava risolutamente le spalle alle sue tradizioni medievali.
Le riforme di Pietro I furono di un'ampiezza senza precedenti nella storia russa. Modernizzò l'esercito (creazione di una fanteria permanente sul modello svedese, fondazione di una marina militare dal nulla), riorganizzò completamente l'amministrazione (governatorati, Senato dirigente), riformò il calendario, creò accademie e impose la rasatura della barba e l'abbigliamento europeo alla nobiltà. Nel 1703, sulle paludi spazzate dal vento della Neva, fondò San Pietroburgo, la «finestra sull'Europa», destinata a diventare la nuova capitale dell'Impero. Questa città, edificata al prezzo di decine di migliaia di vite di operai, simboleggiava la sua visione di una Russia moderna e proiettata verso Occidente.
Sul piano militare, la grande vittoria di Pietro fu quella di Poltava, l'8 luglio 1709, contro il re di Svezia Carlo XII — una delle battaglie decisive del XVIII secolo, che spezzò la potenza svedese e confermò la Russia come prima potenza del Nord. La Grande Guerra del Nord (1700-1721), che oppose la Russia alla Svezia, si concluse con la pace di Nystad: Pietro ottenne l'accesso al Baltico e poté proclamare la fondazione dell'Impero russo il 22 ottobre 1721, assumendo il titolo di Imperatore. Il suo regno segnò così il passaggio dallo Zarato di Russia all'Impero russo.
Pietro il Grande morì l'8 febbraio 1725 a San Pietroburgo, a 52 anni, per le conseguenze di una nefrite aggravata. Lasciò una Russia profondamente trasformata ma anche un regime autoritario che aveva sacrificato centinaia di migliaia di servi nei fronti di guerra e nelle costruzioni faraoniche. La sua eredità è immensa e ambigua: modernizzatore accanito, strappò la Russia al suo isolamento medievale al prezzo di un'estrema violenza sociale. Le sue riforme strutturali — amministrative, militari, culturali — plasmarono la Russia per i due secoli successivi.